Il termine “solstitium” deriva dal latino e letteralmente significa
“sole fermo”, da “sol” = sole e “sistere” = stare fermo
Il giorno del solstizio corrisponde al 21 dicembre, ma l’allungamento
della luce del moto solare diventa percettibile il terzo\quarto giorno
successivo.
Già dal 25 dicembre quindi il sole sembra rinascere, ha cioè un nuovo
Natale
Ciò spiega perché la data del 25 dicembre sia una data celebrativa
presente in
culture e tradizioni di popoli molto diversi tra loro.
Ad esempio a Maeshowe, in Scozia si erge un tumulo datato con il metodo
del carbonio 14 a circa 5000 anni fa. La struttura interna è costruita
in modo che solo il giorno del solstizio d’inverno la luce del sole
splenda all’interno del tumulo.
Ancora in Mesopotamia, a migliaia di chilometri dalla Scozia, il giorno
corrispondente al 25 dicembre,., veniva festeggiato il dio Sole
babilonese “Shamash” e in Babilonia si festeggiava la dea “Ishtar” e suo
figlio “Tammuz”, il quale curiosamente moriva per risorgere dopo tre
giorni.
A Roma, per restare nella nostra Tradizione, i Saturnali erano le feste
latine più antiche dell’Impero e duravano dal 17 al 23 dicembre
L’origine di tali festeggiamenti va ricondotta ai riti arcaici di
rinnovamento del solstizio di inverno, quando il vecchio Sole moriva per
far posto alla rinascita del Sole fanciullo.
Saturno, il dio italico dell’età dell’oro, era la divinità che
presiedeva all’avvento del Natale del Sole. Durante le Feste Romane dei
Saturnali, la gente si scambiava regali, tanto che la parola ancora oggi
usata “strenna” deriva dalla Dea “Strenia” che era chiamata in causa per
vegliare sullo scambio.
Il 25 dicembre veniva già festeggiato in Roma in quanto il primo- dopo
il solstizio d'inverno - in cui si comincia a notare visibilmente il
primo allungamento del periodo di luce nel giorno. Nel 274 L'imperatore
Aureliano lo proclamò “ Dies Natalis Solis Invicti”
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