|
Non intendo fare un elenco di quanto è
accaduto dal 1994 ad oggi ma solo passare in rassegna alcuni anni
novanta per ribadire che in Italia non esiste una maggioranza ed una
opposizione ma soltanto un regime dispotico che è compito degli italiani
abbattere per costruire veramente uno Stato in cui la democrazia del
lavoro e le garanzie di libertà siano assicurate.
Siamo arrivati allo scontro diretto tra Istituzioni, i meccanismi di
controllo sembrano ormai saltati, questa Repubblica non mi piace, non mi
identifico in essa e subisco la tirannide dei partiti come una zecca
fastidiosa di cui non riesco a liberarmi. Scandali, corruzione,
malaffare, soverchierie, sopraffazioni, esibizionismi di tutti i generi,
financo i più “speciosi” si annidano in quasi tutti i centri di potere.
Sono ormai convinto che la Fiamma Tricolore non può e non deve
confondersi con i mestieranti della politica che attualmente governano.
Si tratta di sepolcri imbiancati destinati a sparire e se proprio noi
dovessimo sparire dalla scena politica per mancanza di visibilità ebbene
se ciò avverrà dovrà accadere con onore, senza essere confusi con i
professionisti della politica, veri mestieranti privi di qualsivoglia
carisma che da oltre sessanta anni si trasmettono il potere solo per
costruire le loro fortune personali. Io non vivo di nostalgismo ma non
dimentico gli ideali che per retaggio storico incarniamo e pertanto non
può esservi confusione tra noi da una parte e loro dall’altra
(intendendo per loro tutto lo schieramento partitico presente in
Parlamento). Ecco di seguito solo alcune delle più remote ragioni per
cui non voterò alle imminenti elezioni regionali.
Il 26 gennaio 1994 Berlusconi è “sceso in campo”. Si presenta come se
fosse “il nuovo”, parla, tra l’altro, di vecchia classe politica
travolta dai fatti e superata dai tempi, di autoaffondamento dei vecchi
governanti, di rinnovamento e passaggio ad una nuova Repubblica. Fini
prontamente si mette al servizio dell’industriale cui l’Italia si è
affidata e sale al governo dopo avere rinnegato tutto e tutti. Sconcerto
nelle fila del centrosinistra. Berlusconi ha portato al governo il capo
di un partito che si richiama a Mussolini! Povero Fini, quanti sforzi ha
dovuto fare per trasformarsi nel più democratico dei democratici
antifascisti! Il regista Nanni Moretti per la disperazione dalla
vittoria di Berlusconi la sera del 28 marzo del 94 “si fa una canna” e
chi se ne frega? Il 25 aprile del 1994 grande manifestazione
antifascista, vi partecipa anche Bossi che con fierezza afferma “il mio
posto è con il popolo”. Intanto Di Pietro cerca anche lui un suo posto
in politica, non accetta di entrare nel primo governo Berlusconi come
ministro degli interni e strizza l’occhio ad Occhetto mentre si scopre
l’altra faccia dell’eroe di “mani pulite” quella dell’uomo che chiede
soldi e mercedes in prestito, che gioca ai cavalli, che si fa dare
appartamenti a prezzi di favore. Salvatore Riina il 23 maggio 1994 da
Reggio Calabria ove viene processato fa sapere che il nuovo governo si
deve guardare dagli attacchi dei comunisti! Nell’estate 94 il ministro
Biondi prepara un bel decreto legge che abolisce il carcere per i reati
di corruzione e finanziamento illecito ai partiti. Levata di scudi della
Procura milanese, Di Pietro si presenta davanti alle telecamere in
tenuta da lavoro con barba lunga, viso contratto, annuncia di volersi
dimettere dalla magistratura insieme a Colombo, Davigo e D’Ambrosio. Il
Ministro Maroni dice di essere stato imbrogliato e di avere firmato
senza sapere di cosa si trattasse; forse si era distratto assistendo
alla partita di calcio Italia/Bulgaria e così il decreto viene ritirato.
Nell’autunno, inverno 94 il governo procede al taglio delle pensioni;
sciopero generale il 14 novembre. 22 novembre avviso di garanzia a
Berlusconi per concorso in corruzione. Naturalmente gli giunge mentre è
impegnato a presiedere una conferenza dell’ONU sul crimine organizzato
internazionale. Di Pietro lascia la magistratura e promette “Io a quello
lo sfascio” con riferimento a Berlusconi. Il 21 dicembre la Lega fa
cadere il governo Berlusconi. Nel frattempo Irene Pivetti, che forse si
credeva la pulzella d’Orleans il 15 aprile era diventata presidente
della camera e troverà modo di specificare che il suo Dio è quello
reazionario della Vandea di cui porta al collo la croce. Alcuni anni
dopo la rivedremo condurre programmi televisivi sadomaso su argomenti
come la chirurgia plastica.
1995: L’Italia, come sempre, va avanti per conto suo ed a dispetto dei
suoi governanti e finte opposizioni parlamentari. I problemi degli
italiani, come sempre, non si affrontano ma arriva la statuetta in gesso
da Civitavecchia che il 2 febbraio comincia a lacrimare sangue
consolandoci! Nel 1997 la Lega incomincia con il suo giornale “la
Padania” una campagna di stampa contro Berlusconi accusato apertamente
di essere mafioso. Bossi s’improvvisa poeta e recita la seguente poesia:
“ Berluscaz, Berluscaz, Berluscaz; ma che cazz!”.- Nel frattempo con la
svolta della Bolognina cessa di esistere il PCI e Fini saluta l’evento
ribadendo che il fascismo invece non è morto “… diciamo che siamo i
fascisti, gli eredi del fascismo, i postfascisti, o il fascismo del
Duemila. In quel grande contenitore di idee ci riconosciamo tutti, è
chiara la nostra matrice, la nostra provenienza.” Poco dopo, tra il 25
ed il 29 gennaio a Fiuggi Fini rinnegherà tutto percorrendo una strada
che lo porterà a definire, tra l’altro, il fascismo come male assoluto,
se ben ricordo. La cerimonia dei rinnegati si celebrerà con la colonna
sonora dell’inno di Mameli affiancato al nuovo inno dal titolo
“Libertà”. E così tra scenografie spettacolari, imbecilli che si
commuovono ed il viso di Almirante che compare sui monitor si consuma il
più canagliesco dei tradimenti che verso la Storia si potesse
perpetrare. Tutto per farsi rimorchiare al potere dal Silvio nazionale.
Primavera 1995 arriva Prodi! Prodi vincerà di misura nel 96, Dell’Utri,
che ha messo in piedi un partito in tre mesi, finisce in galera per
fatture false ed esce dopo venti giorni, Di Pietro diventa consulente,
ha lasciato la magistratura, Berlusconi, alla faccia degli italiani,
riunisce in agosto i suoi uomini più fedeli in una villa alle Bermuda.
Inizia il processo Andreotti, i deputati Sgarbi e Maiolo vengono
indagati per concorso in associazione mafiosa; Berlusconi denuncia la
criminalizzazione di cui è oggetto il suo movimento. 8 novembre: arresto
del presidente della provincia di Palermo Francesco Musetto di Forza
Italia, avrebbe favorito la latitanza del killer della mafia Leoluca
Bagarella. Dicembre 95: la Procura ha trovato tracce di un trasferimento
di 15 miliardi che sarebbero passati nel 91 dalla Fininvest a Craxi.
1996: Prodi vince le elezioni, Montanelli lascia il “Giornale” e fonda
un nuovo quotidiano “la voce”. Bossi minaccia la secessione , per lui
Roma-Polo e Roma Ulivo sono la stessa, ignobile , cosa. Chi pensa ai
problemi degli italiani? Nessuno, come sempre! La Lega istituisce la
guardia nazionale padana ed il procuratore capo di Verona Papalia ordina
una perquisizione presso la sede in quanto si sospetta un’organizzazione
paramilitare, interviene la polizia, Maroni che due anni prima era
ministro finisce all’ospedale e Bossi minaccia Papalia dicendogli che le
pallottole costano molto poco.
1997: 28 marzo una barca di venti metri è nel canale di Otranto, a bordo
ci sono albanesi, cento di loro muoiono in quanto la barca si rovescia
allorchè una nostra corvetta si avvicina all’imbarcazione
pericolosamente. Berlusconi piange in televisione ed accusa il governo
di avere operato un blocco navale il governo accusa Berlusconi di essere
un bugiardo in quanto aveva condiviso la linea del governo.
Potrei continuare su questa linea sino ai giorni nostri ma i fatti
accaduti nell’ultimo decennio sono ben noti a tutti nel loro pieno
quanto squallido sviluppo. Il governo si vanta di avere risolto
l’emergenza rifiuti, affrontato il terremoto dell’Aquila ricostruendo
case in breve tempo e di avere risolto i problemi della nostra compagnia
aerea di bandiera. A parte le critiche mosse anche ai presunti successi,
rimane il fatto che la Nazione è abbandonata a se stessa. A sinistra
retori e demagoghi che in nome di un populismo intriso di confuso
ideologismo hanno inteso colpire le categorie secondo loro privilegiate
determinando un livellamento verso il basso che non risolve nulla ed
anzi aggrava i problemi, vedasi l’abolizione degli albi professionali,
delle licenze e quant’altro, una sinistra versipelle che ormai non
incanta più nessuno e sotto sotto condivide o partecipa in parte ai
festini cui ci hanno abituato certi signori che frequentano Palazzo
Chigi.
Intanto 14 piccoli/medi lavoratori si sono tolti la vita nel trentino
avendo dovuto cessare l’attività, le imprese sono sempre più in crisi
per mancanza di competitività ed i lavoratori pagano con la
disoccupazione sessantadue anni di malgoverno in Italia.
Avv. Gabriele Leccisi
|