![]() MS FIAMMA TRICOLORE SEZIONE DI MILANO |
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| REGIME INCAPACE DI DARE RISPOSTE AI PROBLEMI SOCIALI |
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Risparmio a coloro che avranno la pazienza
di leggere queste brevi riflessioni le ricostruzioni sull’evoluzione del
diritto del lavoro negli ultimi trenta anni e cerco subito di capire
cosa è oggi il lavoro in Italia
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Certamente occorre garantire una soglia
minimale di benessere da assicurare a tutti e pertanto il reddito è
indicativo del tenore di vita e costituisce un criterio di misurazione
delle disuguaglianze ma reddito e patrimonio non sono parametri che
consentano di individuare le reali condizioni di vita dei singoli
soggetti né consentono di stabilire l’entità effettiva delle
disuguaglianze sociali. La povertà economica è semmai l’aspetto più
grave ed intollerabile di un fenomeno più generale che è appunto la
disuguaglianza. In altri termini appare corretto affermare che si può
avere anche un buon reddito singolo ma se su quel reddito campano dieci
persone si può registrare uno stato di povertà economica che, in quanto
tale, è intollerabile e rappresenta la vera disuguaglianza. Dall’unità
d’Italia ad oggi continua a permanere la questione meridionale oggi
aggravata anche da una questione settentrionale che, con la chiusura di
una miriade di piccole e medie imprese, sta determinando situazioni di
povertà economica sempre più allarmanti. A questo punto sorge spontanea
una domanda: come si fa ad assicurare a tutti una uguaglianza di base
nelle condizioni di vita? Così ragionando non si rischia forse di
scivolare in un piatto egualitarismo? Cosa può significare uguaglianza
di base? Un minimo vitale da conseguirsi facendo leva su prelievi
fiscali? Secondo Ermanno Gorrieri “La giungla fiscale (1972)
l’uguaglianza di base si può conseguire garantendo una soglia di
benessere da intendersi come fruizione di una quota adeguata dei beni
che concorrono a formare la qualità della vita. Ciò sarebbe possibile
garantendo a tutti uguali opportunità. Chi scrive non è un esperto della
materia ma, avendo in mente la socializzazione delle imprese, il sistema
della cogestione, il corporativismo, Ugo Spirito e quant’altro, ben
conoscendo il fallimento del comunismo inteso in senso lato partendo
dalla collettivizzazione dei mezzi di produzione, l’inadeguatezza del
liberismo economico, la mostruosità del capitalismo liberista e della
cosiddetta era post-capitalista, l’assurdità di un’economia basata sulla
globalizzazione, tutti temi che dovranno essere affrontati partitamene
uno per uno, avendo dicevo ben chiare le idee sugli strumenti da
applicarsi ed attivarsi per la soluzione del problema, si rileva quanto
vuota di strumenti operativi sia la tesi prospettata da Gorrieri in
quanto giunge subito ad una conclusione accettabile senza però offrirci
la via da percorrere per raggiungere gli obbiettivi. Le disuguaglianze
esistono e sono diffuse nell’intero corpo sociale e le famiglie stanno
diventando sempre più povere. Resto pertanto perplesso nel constatare la
mancanza di lungimiranza dei nostri politici di professione che siedono
in Parlamento, che hanno preso la proposta Gorrieri elevandola a sistema
configurando una riforma complessiva in senso universalistico delle
misure di sostegno al reddito senza una vera e propria progettualità.
Questo governo dispone addirittura di un ministero delle pari
opportunità e sono sicuro che per la maggior parte degli italiani sia un
mistero capire esattamente di cosa si occupi quel dicastero. In realtà
tutto quello che mi sono sforzato di sintetizzare con questo intervento
è di mettere bene in luce la pochezza dell’attuale sistema le cui
politiche sociali sono inesistenti o fumose, tali da non garantire
niente e nessuno comprimendo sempre di più l’acuirsi di tensioni sociali
non più soltanto tra italiani ma anche tra italiani e comunità
straniere. Ma ogni partito in Parlamento spera di trarne beneficio in
quanto vi sarà sempre la possibilità di appellarsi ai valori della
democrazia per soffocare le proteste come incivili insorgenze di stampo
razzista ovvero fomentate da organizzazioni criminali. Tutto ciò
dimostra l’attualità del nostro programma sociale quale unica soluzione
alla complessa articolazione dei rapporti di lavoro attuali.
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